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Rimozione tatuaggi: tutto quello che c’è da sapere

I tatuaggi costituiscono una grande attrazione per gli italiani. Secondo una ricerca effettuata nel 2015 dall’Istituto Superiore di Sanità, il 13% della popolazione italiana infatti ne ha almeno uno. Una popolazione di 7 milioni di persone composta per il 14% da donne e per il 12% da uomini. Dalla ricerca però emerge un dato interessante: il 17% dei tatuati italiani si dichiara pentito. 17 persone su 100 quindi hanno pensato o stanno pensando di effettuare una rimozione tatuaggi. Se anche tu stai considerando l’idea di liberarti del nome del tuo ex o di quel tatuaggio fatto quando eri ancora troppo giovane e che ora non ti piace più, allora sei nel posto giusto. Nella guida che segue, infatti, risponderemo a tutti i tuoi dubbi sulla rimozione tatuaggi.  Come funziona? E’ doloroso? Lascia cicatrici sulla pelle? Quanto tempo ci vuole? Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sulla rimozione tatuaggi.

Come funziona la rimozione tatuaggi

Prima di spiegare come funziona la rimozione tatuaggi, ricordiamo rapidamente cosa è un tatuaggio. Un tatuaggio è un disegno permanente che viene effettuato iniettando dell’inchiostro sulla pelle, precisamente nel derma che è lo strato intermedio della cute, compreso tra l’ipoderma e l’epidermide. Se un tempo i tatuaggi permanenti erano considerati davvero indelebili, oggi esistono diverse tecnologie che consentono la loro rimozione. Tra queste tecnologie, quella più recente che offre i risultati migliori è la rimozione tatuaggi tramite laser. Il principio alla base della rimozione tatuaggi con laser è molto semplice. Il laser penetra attraverso l’epidermide, raggiunge il derma e colpisce i pigmenti dell’inchiostro dividendoli in tanti piccoli frammenti che poi il sistema immunitario assorbe facendoli scomparire.  A seconda del tipo di pigmento e della risposta immunitaria da parte del paziente, il trattamento per la rimozione tatuaggi con laser può richiedere diverse sessioni per ottenere un risultato definitivo. Ad oggi i due macchinari laser più comunemente utilizzati sono due: il laser Q-Switched e il laser Picosecondi. Vediamo la differenza.

Rimozione tatuaggi con laser Q-Switched 

La tecnologia laser Q-Switched rimuove il tatuaggio non per effetto termico ma per un fenomeno fisico conosciuto come pressione fotodinamica. In sostanza il laser rilascia una grande quantità di energia in un lasso di tempo molto piccolo fino a quando il pigmento di cui è composto il tatuaggio non si frantuma senza però bruciarsi. Una seduta tipica con laser Q-Switched ha una durata di circa 30 minuti e di solito il trattamento viene eseguito senza anestesia. Per i soggetti più sensibili al dolore però, il medico, in accordo con il paziente, può decidere di eseguire un’anestesia topica locale tramite l’applicazione di una crema. Per quanto riguarda il numero delle sedute da effettuare, questo ovviamente dipende da fattori quali la grandezza del tatuaggio; il colore del pigmento da rimuovere (i tatuaggi monocromatici neri sono più semplici da eliminare, discorso diverso per gli altri colori); dalla risposta immunitaria del paziente e infine dal tipo di pelle. 

Rimozione tatuaggi con laser Picosecondi 

La tecnologia laser a Picosecondi è una tecnica più evoluta rispetto al laser Q-Switched. Il principio di funzionamento è lo stesso per entrambe le tecnologie. Il laser a Picosecondi però, essendo dotato di una potenza maggiore rispetto al laser Q-Switched, permette di frantumare il pigmento del tatuaggio più velocemente. Dal momento che il laser a Picosecondi riesce ad erogare un’energia 1000 volte più rapida rispetto al laser Q-Switched, il tatuaggio viene eliminato in tempi più brevi. Nonostante ciò, essendo il laser a Picosecondi una tecnologia più recente rispetto al laser Q-Switched, che invece è una tecnica più collaudata, non è detto che dia un risultato definitivo in tempi più brevi. Il numero delle sedute da eseguire infatti dipenderà sempre da variabili esterne quali l’area dove è situato il tatuaggio; il colore, se è monocromatico o policromatico; la risposta immunitaria da parte della pelle del paziente; la grandezza del tatuaggio. Il nostro consiglio è quello di farti consigliare dal medico sulla tecnologia più adatta a te.

Il nostro consiglio è quello di farti consigliare dal medico sulla tecnologia più adatta a te. 

La rimozione tatuaggi è dolorosa?

Una delle domande più frequenti quando ci si comincia a informare sulla rimozione dei tatuaggi è se il trattamento con laser sia doloroso o meno. Purtroppo una risposta univoca a questa domanda non esiste poiché la soglia di sopportazione del dolore è variabile da soggetto a soggetto. C’è chi sopporta di più il dolore fisico e chi meno. Quello che possiamo dire con certezza, però, è che rimuovere un tatuaggio non è un’operazione totalmente indolore. Il paziente può infatti avvertire una sensazione di calore intenso o pungente. Se si teme che il dolore durante il trattamento diventi insopportabile niente paura. E’ sempre possibile concordare con il medico l’applicazione di una crema anestetica sull’area da trattare.  

Effetti collaterali e rischi

Prima di effettuare un trattamento per la rimozione dei tatuaggi con laser è bene sapere alcune cose. La prima, ovviamente, è che bisogna sempre rivolgersi a personale qualificato e, soprattutto, autorizzato. La scelta dovrà ricadere sempre su un chirurgo, su un medico estetico oppure su un dermatologo. Per quanto riguarda gli altri accorgimenti da tenere in considerazione, prima di procedere alla rimozione del tatuaggio, ci sono:

  • il periodo: i mesi ideali per la rimozione del tatuaggio vanno da ottobre ad aprile mentre è sempre meglio evitare la stagione estiva per non sottoporre l’area tratta all’esposizione del sole;
  • il tipo di pelle: quando si ha la pelle scura – nera, olivastra o mulatta – è quasi sempre sconsigliato eliminare il tatuaggio. Il rischio infatti è quello di alterare la pigmentazione della pelle. Anche chi ha la tendenza a sviluppare cicatrici cheloidee o ipertrofiche farebbe bene a evitare il trattamento per la rimozione del tatuaggio con laser;
  • gravidanza e allattamento: anche in questo caso è meglio evitare la rimozione tatuaggi. La gravidanza e l’allattamento abbassano le difese immunitarie della donna. Inoltre la pelle è anche più sensibile aumentando il rischio di reazioni allergiche e di rigetto.

A quale specialista rivolgersi?

Come abbiamo detto, prima di effettuare un trattamento per la rimozione tatuaggi con laser è sempre bene consultare uno specialista qualificato e autorizzato: un chirurgo, un dermatologo oppure un medico estetico. Vuoi sapere di più su questo trattamento e i suoi costi? Iscriviti subito al nostro OpenDay per una consulenza gratuita e senza impegno.

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